Sono nato a Fagarè della Battaglia (S. Biagio di Callalta) e nel 1954 mi trasferii a Martellago; sin da subito iniziai a partecipare alla vita attiva del paese. Dapprima con il gruppo dei cantori e dell'Azione Cattolica, poi con le Acli ed infine tra le fila della Democrazia Cristiana, per la quale, agli inizi degli anni '70, ho rivestito la carica di consigliere comunale e di Assessore all'Assistenza ed alla Sanità. Infatti, in quegli anni tra i cattolici spesso poteva capitare di trovarsi ad essere membri attivi di più associazioni. In particolare, all'interno delle Acli ho partecipato attivamente, rivestendo diverse cariche; un anno, mentre rivestivo la carica di vicepresidente del circolo, ricoprii anche la carica di presidente pro tempore, dal momento che, l'allora presidente Vittorio Franzoi, ricevette la chiamata alle armi e dovette partire per fare il militare.
Di quel periodo ricordo con molto piacere, oltre alle gite, quando, con Don Pierantonio, decidemmo di costruire il Bar che inizialmente gestiva l'A.C., ed in seguito le Acli, diventando poi la sede del Circolo. Era un punto di ritrovo per molte persone e lo diventò ancor di più quando, con i soldi ricavati della lotteria "lascia o raddoppia", comprammo una televisione. Dovemmo "trasferire" il bar nella sala al primo piano, poiché quella al pianterreno non riusciva a contenere tutta la gente che in quel periodo frequentava il bar.
La gestione del bar delle Acli inizialmente fu fatta con la turnazione di più persone, come una cooperativa, ma la licenza del bar era intestata a me; tale licenza permetteva di vendere solo alcolici fino a 21 gradi, quali crema marsala, china martini ecc. Tuttavia, non era raro trovare, sotto la macchina del caffè, una bottiglia di grappa (a quei tempi vietata), specie nei periodi di festa o di domenica, da offrire quando la gente che usciva da messa, chiedeva il caffè corretto.
Se non che un anno, durante il periodo della sagra, vennero i carabinieri a prendere il caffè e, sovrappensiero, il barista tirò fuori la bottiglia per offrire loro la dovuta correzione. I militari tuttavia, probabilmente non apprezzarono il gesto di cortesia e denunciarono il titolare della licenza, cioè io, avendo poi la premura di portarmi personalmente il verbale a casa.
Fortunatamente con l'aiuto di alcune persone la storia, dopo un breve periodo, venne risolta.
Non sono più iscritto dal 1974 anno in cui ci fu il referendum sul divorzio. In tale occasione l'allora presidente nazionale Livio Labor, si schierò per il NO, contrariamente ai principi che la Chiesa professava. In tale circostanza non mi sentìi più partecipe di un'associazione portava avanti idee contrarie alle mie e decisi quindi che non mi sarei più tesserato.
Tuttavia, nonostante ciò, son sempre stato vicino al Circolo e soprattutto alle persone che vi facevano parte, specie nelle occasioni in cui si doveva lavorare, in particolare nella mostra del radicchio.


