Sono venuto ad abitare a Martellago nel 1968. A quei tempi ero già iscritto alle Acli di Peseggia. Appena arrivato sono stato subito contattato da Mario Campagnaro per dare la mia adesione al Circolo del mio nuovo paese. Erano momenti difficili per le Acli: le tensioni interne per la scelta socialista (che era nell'aria) non risparmiarono neanche Martellago. Nel 1970 il Circolo andò a congresso per rinnovare le cariche. Nel nuovo consiglio di presidenza eletto ci fu una spaccatura e, dato che venivo da un altro paese e avevo fatto un intervento in un incontro, gli amici della presidenza trovarono le motivazioni per eleggermi presidente ("el vien da 'naltro paese e el xe anca bravo a parlar").
Il filo conduttore che ha caratterizzato la mia esperienza di presidente è stato quello di essermi impegnato per mantenere il Circolo Acli di Martellago nell'ambito parrocchiale e promuovere uno spirito di collaborazione, di armonia e di accordo. Un esempio pratico è stato quello di volere anche in quegli anni l'assistente ecclesiastico (all'inizio era Don Ottorino).
Operativamente parlando l'impegno della Presidenza di allora è stato quello di affrontare soprattutto problemi legati al mondo agricolo. La risoluzione del problema delle acque alte, culminato con la costruzione del "by pass" sul fiume Dese per garantire il deflusso dell'acqua da Via Cà Nove. Gli incontri sul consorzio del latte (PLIP); i corsi per i patentini per l'uso degli antiparassitari e, di particolare interesse a distanza di più di 30 anni, il censimento degli addetti e delle stalle (e dei relativi capi di bestiame) del nostro paese.
Un altro importante ambito di discussione è stato la scuola. Il Circolo è stato in prima linea per spiegare l'attuazione dei Decreti Delegati.
Naturalmente non potevano mancare le iniziative per i lavoratori dell'industria: dagli aiuti ai cassaintegrati di Porto Marghera, all'impegno di far conoscere ai lavoratori delle fabbriche di Martellago i loro diritti sindacali, fino al problema dei trasporti, che a quel tempo non erano gestiti da un consorzio pubblico ma da un privato (SVET). Tutti capitoli importanti che hanno visto una generazione di giovani impegnarsi a cercare soluzioni provocando perfino singolari proteste.
Tra i vari ricordi un posto di particolare importanza lo riveste l'incontro che il Circolo ha promosso sulla lettera inviata da Mons. Bettazzi (allora Vescovo di Ivrea) all'on. Berlinguer (all'epoca segretario PCI) e che aveva come relatore il prof. Goisis. In quell'occasione si sono trovate a discutere e a confrontarsi, le due anime "forti" del paese: la DC ed il PCI. Sembra, raccontando questo fatto adesso, di parlare della "preistoria", di raccontare una leggenda metropolitana. In realtà aver portato le due anime politiche più rilevanti di Martellago a confrontarsi in un campo "neutro" ci ha fatto capire quanto importanti siano le Acli per un paese che vuole crescere, perché esso ha bisogno non soltanto di un "luogo", ma di un soggetto attivo per favorire l'incontro e il confronto sui problemi che interessano tutti. Non faceva parte di questo "confronto civile" la messa del 1° maggio dove i "suonatori" e gli "strombazzatori" si facevano sempre sentire (magari durante l'omelia). Tutto questo comunque appartiene al passato ad un mondo che oggi non esiste più.
Tra le iniziative concrete per la cittadinanza va ricordato l'impegno del circolo per mantenere vivo ed efficiente il Patronato e la nascita nel 1976 dell'assistenza fiscale (a quei tempi compilazione del 740), che tanto ha contribuito negli anni novanta alla nascita, a livello provinciale, del CAF Acli. Un momento importante e di vera amicizia tra aclisti sono state anche le gite sociali caratterizzate sempre da uno stile di condivisione e che iniziavano, si svolgevano e finivano tra i canti.
Infine quando, dopo molti anni, alcuni giovani hanno dimostrato di condividere l'impegno sociale alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, molto volentieri mi sono tirato da parte per favorire la nascita di una nuova stagione per il circolo Acli di Martellago.


