Dopo alcuni anni di esperienza all'interno dell'associazione come consigliere e vicepresidente, nel 1992 sono stato eletto per la prima volta presidente del circolo. Il consiglio di presidenza era composto per lo più da giovani adulti, "cresciuti alla scuola" di Nicolò Pizzato, più volte presidente negli anni precedenti. I valori e il giusto spirito da lui trasmessi ci hanno accompagnato poi nel nostro impegno all'interno dell'associazione. Forte di questo e fin dall'inizio, il gruppo dei consiglieri ha lavorato con molto affiatamento ed entusiasmo. Come associazione, via via impegnata su un numero sempre più crescente di questioni d'interesse sociale, abbiamo cercato di portare avanti diverse attività, equilibrando per ciascuna l'interesse e lo spazio necessario. Partendo dalla convinzione che la nostra associazione dovesse essere uno strumento e non un fine, posso dire che l'impegno ha dato buoni frutti: essa è diventata un vero punto di riferimento, sia per i soci che per la nostra comunità di Martellago. A tale scopo abbiamo favorito e potenziato tante attività: gli incontri di formazione socio-politica, i servizi (patronato, CAF, ecc), il confronto con la popolazione e le manifestazioni varie. Personalmente ho sempre dato molta importanza alla formazione: ritengo, infatti, che essa permetta di dare senso ed ispirazione alle attività che si concretizzano. In quegli anni, tra l'altro, c'era un sensibile interesse per i temi sociali, certamente favorito dalla pubblicazione delle encicliche di papa Giovanni Paolo II, "Sollecitudo rei socialis" (1987) e "Centesimus annus" (1991) e da avvenimenti come la caduta del muro di Berlino (1989). A tal proposito, nel primo incontro di formazione sociale tenuto come presidente, a parlare dell'enciclica "Centesimus Annus", con la Sala Lucani riempita all'inverosimile, c'era l'onorevole Tina Anselmi. In quell'occasione, che ricordo con enorme piacere, la relatrice, oltre ad illustrarci i contenuti dell'enciclica, ci donò momenti molto profondi con la testimonianza della sua vita, donata con grande generosità a sostegno degli ideali e dei valori cristiani per i quali ha combattuto in tempo di guerra e difeso poi come deputato. I servizi offerti e le attività sono cresciuti di anno in anno, grazie alla generosità e all'impegno di tante persone che, con grande dedizione e notevoli capacità, le hanno portate avanti in un clima di amicizia e di stima reciproca. I rapporti con la parrocchia sono stati, in special modo con il parroco Don Luigi, di dialogo franco ed esigente: questo ci ha stimolati all'impegno costante per guadagnarci la stima data. Ringrazio di cuore per questo periodo di crescita e di impegno, a fianco di persone generose e ricche di valori, vissuto nell'amicizia sincera. In altre parole, uno stile che ci ha consentito davvero di moltiplicare le nostre forze. Il secondo mandato da presidente, si è caratterizzato sostanzialmente in continuità con l'attività svolta dal consiglio di presidenza che mi aveva preceduto. Sono infatti continuate, con la stessa efficienza, le varie iniziative avviate dall'associazione. In quegli anni si è dovuto anche affrontare il problema del bar del circolo che, oltre alle sue precarie condizioni strutturali, era a rischio di allagamento anche per precipitazioni di modesta entità. Il nostro circolo certamente non aveva risorse per la ristrutturazione e tanto meno per la ricostruzione. Considerando che il terreno era di proprietà della parrocchia e viste la necessità della parrocchia stessa di adeguare gli spazi alle crescenti esigenze, si è optato per la sistemazione attuale. Se per un verso tale scelta, tra l'altro molto dibattuta, ha significato lasciare uno spazio che tradizionalmente era legato alla presenza dell'associazione, dall'altro ci ha dato la consapevolezza che se i luoghi deperiscono quello che rimane e dura nel tempo sono gli ideali che si vivono e si trasmettono alle generazioni future. Se una pianta è sana e matura produce anche dei frutti e considero la nascita della Pro-Martellago un frutto di quel tempo, come lo è stato per gli anni precedenti la nascita della Cassa Rurale ed Artigiana, della Cooperativa agricola e di altro ancora. Ho vissuto questo periodo con meno entusiasmo a causa delle difficoltà vissute a livello provinciale e con le gerarchie superiori. Le incomprensioni vissute hanno messo a dura prova il nostro circolo che, tuttavia, ha saputo far fronte grazie alle sue salde radici e alla voglia di continuare a scrivere questa storia. Grazie a Dio le motivazioni non vengono dagli uomini ma dagli insegnamenti di Gesù Cristo e dal suo Vangelo.


